DIGITALIZZIAMO LE DIA


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E DAI CON LE DIA !

Sì. Quanti di noi hanno caricatori interi di diapositive, oramai da anni rinchiuse in qualche sgabuzzino, che se ne stanno lì, a rimpiangere i bei tempi quando venivano mostrate a parenti e amici, durante interminabili serate a rivedere le vacanze, i sorrisi dei pargoletti, primi piani della nonna, panorami ormai lontani…

Adesso, col digitale tutto si è compresso in un file, un click e rivedo gli scatti sul pc, o sul televisore, con comodo. Ma le vecchie care dia ?

Ci sono gli scanner, con meno di cento euro ci si porta a casa un apparecchio in grado di scansire due o tre dia alla volta. Avete mai provato a calcolare quanto tempo serve per una scansione ? Non meno di 3 o 4 minuti, e dopo una ventina di operazioni si capisce che il grande progetto “Tutte le dia in digitale” inizia a vacillare.

Oppure possiamo portare le dia a un centro stampa e chiederne la scansione, ma a meno di cinquanta centesimi non si trova nessuno che lo faccia, e per trecento dia, fate un po’ di conti voi quanto costerebbe !

IDEA

Giusto per ricordarlo, esistono da tempo in commercio degli adattatori per la duplicazione delle diapositive, che consistono in un tubo di prolunga da applicare al corpo macchina, con all’estremità la slitta per inserire la dia, coperto da un fondo opalino. Il problema è nella scarsa diffusione di questi accessori, dall’adattabilità alla nostra macchina e dal costo.

Allora fotografiamo le dia con la digitale ! E' uno scanner ideale, veloce, e l'abbiamo tutti, si otterranno dei risultati onorevoli, se non ottimi.

MATERIALE

Servirà dunque un tubo di prolunga, da applicare davanti all’obiettivo, e il materiale più economico e “già pronto” è il rotolo di cartone della carta igienica (o della carta da cucina, tagliato in misura).

Occorre aggiungere un buon cavalletto, un tavolo, una finestra e un foglio di carta bianca che servirà come diffusore di luce.

Non scordiamoci la digitale, che deve avere la possibilità di impostare la modalità macro.

COME FARE

Risultato dello scatto a una dia (Alpe di Siusi, 1993), non ritoccataInnanzi tutto è meglio effettuare le operazioni di giorno, meglio se con cielo coperto, usando la finestra come sorgente di luce, e il foglio bianco, appoggiato sul tavolo, che servirà a diffondere la luce in modo uniforme.

Fissata la macchina al cavalletto, si infila il tubo sull’obiettivo (e qui il relativo diametro può creare qualche problema: l’importante è ottenere che il tubo di cartone resti incastrato bene sull’obiettivo), e si punta la macchina verso il foglio bianco appoggiato sul tavolo davanti a voi, in modo da avere un campo bianco uniforme che faccia da fondale, attivando la modalità macro, in esposizione automatica.

Pronti allo scatto con la diaA questo punto si appoggia la dia sull’altro lato del tubo di cartone, chiudendolo completamente in modo che non trafili luce dai bordi, e orientando la foto in modo da avere il lato lungo sempre in orizzontale, indipendentemente dal soggetto.

Ultima operazione è lo zoom, con cui si deve ingrandire la dia al massimo, senza ritagliarla

La messa a fuoco potrebbe essere critica, in base alla lunghezza del tubo e alla distanza di messa a fuoco minima della modalità “macro” che la vostra digitale è in grado di sfoderare; con la Powershot G6, attivando la modalità “supermacro” si riesce a riempire il fotogramma, zoomando quel tanto che basta; a questo punto si scatta e si passa alla prossima.

POSTPRODUZIONE E IDEE

Questo modo è talmente rapido che alla fine il problema più grosso diventa il trattamento delle scansioni, che vanno ruotate, ritagliate, ritoccate, eccetera. Oltre al canonico Photoshop, per chi vuole continuare ad essere rapido, suggerisco “picasa2”, un software gratituto di Google, che ha il grosso vantaggio di essere velocissimo nel ritocco, e nel non alterare il jpeg originale.

Per chi vuole esagerare, si possono naturalmente scansire anche i negativi, con la stessa identica tecnica, il problema resta poi quello della inversione dei colori (banale) e della correzione della maschera arancione (un po’ meno banale), ma qui entriamo in un ambito molto più specifico dei programmi di fotoritocco, e della propria esperienza personale.
A tale proposito suggerisco il seguente link oppure questo altro link , che riportano un paio di metodi da adottare in Photoshop per invertire i colori dei negativi.

A proposito di Photoshop, se volete qualcosa di gia' pronto, a questo link trovate alcuni plugin dimostrativi molto utili.

CONCLUSIONI

So che ci sono tecniche più raffinate, ma il mio scopo era duplicare le dia e portarmele rapidamente su DVD cercando di spendere il meno possibile (direi... una cagata !), e ci sono riuscito: la qualità che si ottiene dalla visione sul televisore nasconde tutte le imperfezioni che un tale metodo inevitabilmente comporta.

Leggerò con piacere i vostri commenti, se vorrete scrivermi al seguente indirizzo: mnicolato@hotmail.com

Aggiornato il 3 febbraio 2007