MONTATURA PER BINOCOLO VIXEN 20X80

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L'IDEA

Dopo avere realizzato la montatura “di fortuna” per il binocolo Pentax 10x50, (vedi link) ed averla sfruttata in lungo e in largo, mi è venuta voglia di vedere “di più e meglio”... Ed ecco che a Natale mi sono regalato un grandioso Vixen 20x80, un mostro indomabile a mano libera e che, anche se montato su cavalletto, dà qualche problema nell'osservazione di oggetti oltre i 40°-50° di altezza.

Che fare ? Ovvio, realizzare una montatura degna del mostro, in grado di sostenerne gli oltre 2 Kg e che consenta un agevole puntamento in qualunque direzione.

Come ovvio, queste montature esistono già in commercio, ed esistono moltissime pagine web di autocostruttori, con indicazioni più o meno dettagliate, ma in italiano non ho trovato nulla, ragion per cui... ecco il mio contributo !

COME E' FATTA ?


Lo schema è quello classico della “montatura a parallelogramma”: fondamentalmente si tratta di una bilancia a due bracci, con il binocolo ad un'estremità, e un contrappeso all'altra; il fulcro appoggia su un solido cavalletto centrale, e il lato del binocolo è dotato di due bracci paralleli che garantiscono un movimento in verticale sempre perpendicolare al terreno.

Nello schema a lato sono indicati i componenti principali:

a) Cavalletto da tavolino, con la testa snodata ad attacco rapido, su cui si innesterà il binocolo. Nel caso specifico, il Vixen è già dotato di una colonnina su cui avvitare la piastrina dell'attacco rapido;

b) blocco di legno, a cui è affrancato il cavalletto (a) tramite un paio di fascette da idraulico; in questo blocco sono anche fissate le estremità dei bracci del parallelogramma (due per lato). Per una maggiore scorrevolezza il consiglio è di mettere tra ogni barra di alluminio e il blocco di legno una rondella di plastica;

c) barre di alluminio, a sezione rettangolare 2x1 cm; quelle superiori sono due barre da 100 cm, mentre quelle inferiori sono due da 45 cm; il fissaggio ai blocchi “b” e “d” avviene tramite viti passanti da 5mm di diametro, con un “galletto” invece del classico dado; questa soluzione consente di calibrare la rigidità del sistema senza chiavi, cacciaviti o altri attrezzi;

d) blocco di legno centrale che sostiene tutta la montatura, e a sua volta è fissato, tramite attacco rapido, al cavalletto principale;

e) pesi da palestra, quelli rotondi forati: un paio da 1 kg dovrebbero essere sufficienti. Vengono infilati su un'asta di legno verticale opportunamente fissata all'estremità dei bracci.

f) “saetta” di legno, di lunghezza sufficiente per incastrasi tra l'estremità con i pesi e la colonna centrale del cavalletto: diventa estremamente utile nel momento in cui si monta il tutto, dal momento che una volta messi i contrappesi, senza avere ancora montato il binocolo dall'altra parte, si rovescerebbe tutto ! Naturalmente, una volta stazionata la montatura, la saetta va rimossa per cominciare ad osservare

g) cavalletto dotato di attacco rapido, la cui piastrina andrà avvitata sulla base del sostegno centrale in legno (d)

IL MATERIALE

SOSTEGNO DEL BINOCOLO

Probabilmente il pezzo più importante è la testa snodata che deve sorreggere il binocolo, che nel mio caso è la parte superiore di un piccolo cavalletto Cullman; andrà montato sull'estremità con i doppi bracci della montatura, ed è importante che sia robusto, con testa ad attacco rapido, e realizzato in modo che possa essere facilmente fissato al blocco di legno.

Nell'immagine a sinistra ho riportato il particolare del fissaggio del cavalletto all'estremità della montatura; notare le fascette usate per fissarlo saldamente alla montatura, avvitate nel blocco di legno e usate per sostenere il piede del cavalletto.

La barra grigia verticale è un accessorio aggiunto dopo avere fatto qualche prova, ed essermi reso conto che, se inclinavo anche di poco il binocolo, per il proprio peso tendeva a sbilanciarsi subito, e cadere dalla parte degli oculari.

La soluzione a questo punto è stata di applicare rigidamente alla testa snodata del cavalletto un'asta di bilanciamento, alla cui estremità applicare un peso in grado di equilibrare il movimento in altezza dello strumento. Ovviamente la lunghezza di tale barra determina la massa di contrappeso, che nel mio caso, con una lunghezza di 40 cm è risultata essere di ½ Kg.

PERNO CENTRALE

Le dimensioni suggerite della barra di legno (usata sia per il perno centrale, che sulle due estremità), sono tali che vi si può avvitare direttamente la piastrina dell'attacco rapido del cavalletto principale; è una soluzione che consente la massima sicurezza e stabilità, nonché una velocità di assemblaggio che si riduce a pochi secondi.

Nell'illustrazione a lato si vede il momento dell'innesto e del successivo posizionamento; sono evidenti le due viti passanti, dotate di “galletti” per un serraggio facilmente regolabile; tra la barra di legno e le sbarre di alluminio sono state posizionate delle rondelle di plastica per ridurre l'attrito.

ASTA DEI CONTRAPPESI

Ecco invece come ho realizzato il lato relativo ai contrappesi: come base ho usato sempre uno spezzone del solito blocchetto di legno, lungo circa 8 cm, che viene serrato tra le due estremità delle barre di alluminio con due viti passanti.

Per il supporto dei pesi ho tagliato l'estremità del bastone di una scopa (so che non fa “hi-tech”, ma il diametro era ideale !) che ho fissato con una vite sufficientemente lunga da sotto il blocchetto di legno.

Per evitare che i pesi si sfilino accidentalmente, si può pensare ad agganciare una pinza a molla sopra l'asta, ma nel mio caso non è servito: le inclinazioni raggiunte non sono mai eccessive, considerando che si possono regolare in altezza le gambe del cavalletto per impostare l'altezza media di lavoro con i bracci paralleli al terreno.

STAFFA DI MONTAGGIO

Questo è sicuramente l'accessorio più semplice (uno spezzone di legno e una piattina di metallo piegata a “U”), ma fondamentale quando si mette in opera (o si sgombra il campo).

In effetti, lavorando da soli, se si aggancia prima il binocolo, tutto si ribalta dalla parte del binocolo; nel caso opposto, montando prima i pesi, il rovesciamento è ugualmente assicurato.

Ecco quindi l'aiutante: una piccola staffa in legno, lunga a sufficienza per mantenere orizzontale la montatura, che si incastra tra la gamba centrale del cavalletto (con l'aiuto di una piccola piastrina di metallo sagomata a “U”) e la base dei contrappesi.

La staffa si applica prima di appoggiare i pesi, poi si aggiungono i contrappesi, quindi si aggancia con tutta tranquillità il binocolo dalla parte opposta; ovviamente il procedimento opposto viene effettuato al momento del termine delle osservazioni.

PRONTI, VIA !

Ecco di lato la realizzazione in assetto operativo, che una volta ripiegata e smontata, trova posto in una borsa che sembra fatta apposta (in verità lo è, ma di questa non svelerò mai i piani di costruzione !).

Impressioni di utilizzo ? Bè, una volta che il sistema è ben bilanciato, poter passeggiare per la volta stellata con un 20x80 che ti segue docile docile ti fa sentire “padrone del cielo” !

Inoltre, se si blocca in posizione il binocolo, non cè più bisogno di sostenere nè toccare lo strumento, basta guardare negli oculari... e godersi lo spettacolo.


CONCLUSIONI

Leggerò con piacere i vostri suggerimenti, o magari notizie di altre realizzazioni come questa, se vorrete scrivermi al seguente indirizzo: mnicolato@hotmail.com

*** Nel frattempo, un augurio di cieli bui e sereni a tutti gli appassionati ***

Aggiornato il 20 maggio 2003