MONTATURA PER BINOCOLO 10x50 |
Il binocolo, che passione ! Strumento eccezionale per chi non vuole (o non può) usare qualcosa di più impegnativo, dispensatore di piccole grandi emozioni, destinate a chi si è accorto che il cielo di notte sussurra storie fatte di stelle.
Spinto
da poco da tale passione, mi sono preso un bel Pentax 10x50, ma che,
come tutti i binocoli, è irrimediabilmente attratto verso il
suolo e, incredibilmente, aumenta il proprio peso ogni minuto di più
che lo si tiene in mano.
La prima soluzione è stata di inchiavardarlo al cavalletto della macchina fotografica, ma risultava difficile, e oltremodo scomodo, portare l’alzo oltre i 40-50 gradi, senza andare a sbattere col mento sulla colonnina del treppiede durante le osservazioni.
Sono
allora andato a rovistare su Internet, alla ricerca di qualche
indizio o idea da sfruttare, e mi sono imbattuto in una serie di
oggetti dedicati allo scopo, ma il cui costo sorpassa abbondantemente
il valore del binocolo stesso.
Tali oggetti (che si chiamano tutti più o meno "Parallelogram Binocular Mount"), sono costituiti da un paio di bracci, montati a mò di parallelogramma con i due lati più corti perpendicolari al suolo, mentre i lati più lunghi sono paralleli e di inclinazione variabile; un contrappeso all’estremità opposta al binocolo garantisce la bilanciatura di tutto il sistema.
Ed
ecco che scatta l’associazione: ma dove ho già visto un
"coso" simile ? Ma sì, quelle lampade a bracci, che
si vedono attaccate ai tecnigrafi, o a vecchie scrivanie !
Non restava altro da fare che procurarsi quella lampada, pinza, cacciaviti, e un paio di altre cose …
Una lampada da tavolo a due bracci: deve essere del tipo a "pantografo", come quella nell’illustrazione; è importante che la lunghezza dei bracci sia almeno di 43-44 cm, e di materiale robusto, meglio ferro;
Un
piccolo treppiede fotografico da tavolo, con testa snodata sferica;
in pratica una colonnina di 10-15 cm di altezza, terminante con
l’attacco a vite classico, su un supporto snodato a sfera: si
trovano al mercatino dell’usato, presso i "russi";
Un contrappeso da 2 Kg circa, probabilmente il pezzo più
difficile: l’ideale è un cilindro di ferro pieno, del
diametro di 7 cm, alto 7 cm, con un foro al centro.
Se proprio
non trovate nulla, si può sempre ricorrere ai "pesi"
usati per gli esercizi di irrobustimento;
Cavalletto
fotografico classico, che farà da supporto alla montatura: è
meglio che sia abbastanza robusto, con una buona apertura per
migliorarne la stabilità;
Viti, rondelle, galletti, insomma un pò di ciarpame utile ad assemblare l’invenzione
Binocolo (!) con attacco filettato per cavalletto
Più che assemblaggio è un disassemblaggio: si tratta infatti di smontare la lampada a pantografo per usare solo il primo dei due bracci, e spostare l'attacco della lampada alla fine del primo braccio.
Si
rimuoveranno prima di tutto le molle di richiamo, quindi si rimuove
la lampada, con la relativa staffa di collegamento alla parte
terminale del secondo braccio.
Si rimuove quindi lo snodo centrale e il secondo braccio, e al suo posto si applica la staffa che sorreggeva originariamente la lampada: quello che alla fine si ottiene dovrebbe essere un braccio con movimento a parallelogramma, come quello nell'illustrazione a fianco.
La
fase successiva è quella di applicare “a testa in giù”
il piccolo treppiede, senza le tre gambe, sulla staffa che sorreggeva
la lampada: per questo scopo ho provveduto ad avvitare una piccola
lista di metallo al corpo del treppiede, fissandone poi l'estremità
alla staffa del portalampada.
Un
passaggio successivo è ora quello di adattare il contrappeso
che dovrà bilanciare il peso del binocolo: per questo scopo
personalmente sono riuscito a procurarmi un bel cilindro in ferro, e
dopo averlo bucato su una faccia, ho sagomato una piccola piattina di
ferro a “U”, di cui ho avvitato la base nel foro del
peso, usando una vite a espansione; sono sicuro che si può
fare di meglio, ma funziona...
Ora si tratta di “cannibalizzare” una delle due aste avanzate dallo smontaggio della lampada: infatti ne servirà una per realizzare il braccio a cui appendere il contrappeso.
Tale
braccio andrà fissato nella parte terminale della montatura,
vicino al perno, usando qualche vite, ma è meglio adottare un
sistema che ne permetta lo scorrimento, per poter regolare la
bilanciatura della montatura, che sarà diversa ogni volta. Nel
caso della mia, ho usato delle fascette da idraulico, che si possono
allentare rapidamente per fare scorrere il braccio in una diversa
posizione di equilibrio, e garantiscono una buona tenuta meccanica.

Ora
il “trabiccolo” è terminato, e si può
assemblare per fare le prime verifiche: prima conviene montare il
binocolo, avvitandolo alla testa snodata del treppiede “appeso”,
quidi si passa ad avvitare il contrappeso all'estremità
opposta.
E' opportuno le prime volte farsi aiutare da qualcuno che sorregga la parte del binocolo quando si avvita il contrappeso: non è facile cercare di avvitare il contrappeso, sostenendo contemporaneamente il binocolo, fissato un metro più in là !
Per la taratura, l'unica cosa importante è verificare che il sistema sia ben bilanciato, quindi non “caschi” né dalla parte del binocolo, né dalla parte del contrappeso, e sia fluido nella rotazione attorno al perno. Se il sistema è sbilanciato, si farà scorrere il braccio del contrappeso in avanti o indietro fino a raggiungere l'equilibrio.
Per
poter regolare la rigidità dei vari perni, è meglio
adottare i cosiddetti “galletti” per serrare le varie
viti, in modo da poter intervenire agevolmente su ogni punto di
giunzione.
C'è poco da dire, si piglia una sedia, un seggiolino o addirittura una sdraio e, dopo avere regolato l'altezza delle gambe e/o della testa del cavalletto si inizia da subito.
Si resterà piacevolmente sorpresi dalla leggerezza del binocolo e dalla docilità con cui segue ogni spostamento !
Se, come la maggior parte dei vari mini treppiedi, quello fissato al binocolo è dotato di fermo dello snodo, si può bloccare lo strumento a qualunque inclinazione, e grazie allo snodo sferico (collo permettendo), si può osservare dall'orizzonte fin quasi allo zenit senza impedimenti.
Inoltre, essendo montato su un parallelogramma, quando si solleva verticalmente, il binocolo mantiene puntato il bersaglio originale anche alla nuova altezza, consentendo anche a una persona di diversa altezza di osservare lo stesso oggetto.
Migliorie, suggerimenti, mi devo dare all'ippica ? Leggerò con piacere le vostre mail se vorrete scrivermi al seguente indirizzo: mnicolato@hotmail.com
*** Nel frattempo, un augurio di cieli bui e sereni a tutti gli appassionati ***
Aggiornato il 25 agosto 2002